Spazio Geco. Via Magenta 11, 27100 Pavia. Tel. 0382.28501|info@spaziogeco.it

Lo statore prende vita grazie all’AR!

IL MUSEO E L’EVOLUZIONE DELLA TECNICA ELETTRICA

Il Museo della Tecnica Elettrica di Pavia racconta l’evoluzione della storia della tecnica elettrica a partire dalla rivoluzione operata dall’invenzione di Volta fino ai giorni nostri.

Il museo fa parte del Sistema Museale d’Ateneo e rappresenta un omaggio permanente ad Alessandro Volta e a tutti gli sviluppi tecnologici che hanno cambiato profondamente la nostra storia e il nostro vivere quotidiano.

All’interno del Museo troviamo tre collezioni principali. La prima è quella universitaria che comprende tutti i beni raccolti in oltre un decennio presso il Dipartimento di Ingegneria Elettrica. La seconda, concessa in comodato è la collezione ENEL (derivante dal Museo ENEL dell’Energia Elettrica di Roma) che comprende macchine elettriche rotanti e turbine idrauliche, strumenti di misura e contatori e apparecchi di manovra.
La terza, anch’essa concessa in comodato d’uso, è la collezione SIRTI (Società Italiana Reti Telefoniche Interurbane, derivante dal Museo SIRTI delle Telecomunicazioni di Milano) che comprende oggetti provenienti dal settore della telegrafia e della telefonia, come apparecchi telegrafici e telefonici,
radiotelefoni, telescriventi.

Tram milanese

UN GIGANTESCO STATORE

L’intervento di Spazio Geco all’interno del percorso museale si è concentrato sul miglioramento della fruizione e sulla conseguente valorizzazione di un bene in particolare: l’MTE conserva uno statore della centrale idroelettrica Bertini di Paderno D’Adda e parte del suo rotore.

La Bertini è la più antica centrale idroelettrica del gruppo Edison ed una delle più antiche d’Italia. Quando fu inaugurata, nel settembre del 1898, la Bertini era il più imponente impianto elettrico d’Europa ed il secondo nel mondo. L’impianto fu costruito principalmente con lo scopo di avere sufficiente potenza ed energia per procedere all’elettrificazione della rete tranviaria di Milano, che Edison aveva preso in concessione dal Comune.

Dal dicembre 1898 Milano divenne una delle prime città europee con linee interamente trasformate a trazione elettrica.

È l’inizio della Rivoluzione Industriale Italiana e dell’industria elettrica. Lo statore conservato al Museo, faceva parte di un vecchio alternatore della centrale che consentiva di trasformare l’energia idrica in energia meccanica e, in seguito, in energia elettrica. All’interno dello statore e all’esterno del rotore, il cui movimento era alimentato dalla forza del fiume Adda, infatti, erano presenti degli avvolgimenti di rame isolati che, sfregando tra di loro, producevano energia elettrica.

 In esposizione, lo statore è esposto separatamente dal suo rotore, di cui è rimasta solo una parte. Per questo era difficile per chi visitava il plesso immaginare e capire il funzionamento dei due oggetti, specialmente se non esperti del settore.

Insieme al conservatore della collezione i gechi si sono così interrogati su come risolvere il problema e la soluzione è stata trovata nell’utilizzo della REALTÀ AUMENTATA.

IL VIRTUALE A SUPPORTO DELLA REALTA’

Si sente spesso parlare di realtà aumentata e di realtà virtuale ma qual è la differenza tra le due?

La realtà virtuale immerge i visitatori in un mondo completamente virtuale. Con la realtà aumentata invece, il fruitore non perde mai il contatto con il mondo reale nel quale vengono inseriti degli elementi virtuali di ogni genere come scritte, immagini, video e molto altro.
I vantaggi della realtà virtuale sono il grado di inclusività che permette di operare nei confronti del visitatore e la ricostruzione di ambienti che non è possibile visitare dal vivo (come, per esempio, uno scenario storico).

Talvolta, tuttavia, è preferibile utilizzare la realtà aumentata perché, grazie a questa, i visitatori non perdono mai il contatto con la realtà e con il bene che diventa parte fondamentale dell’installazione: esso viene valorizzato e reso maggiormente fruibile senza essere sostituito.

I gechi sanno che per valorizzare il patrimonio è indispensabile mantenere il bene conservato al centro dell’installazione che deve avere l’obiettivo di raccontarne la storia, esaltarne il valore e spesso, come in questo caso, illustrarne il funzionamento.

LO STATORE PRENDE VITA GRAZIE ALLA TECNOLOGIA

Nello specifico, i gechi pavesi hanno realizzato un’installazione di realtà aumentata costituita da un tablet completo di software che permette di vedere la ruota collaudata e in funzione nel momento in cui la fotocamera del tablet inquadra il marker: un’immagine del rotore nel suo ambiente di provenienza su cui viene visualizzato il video in 3D che illustra l’antico funzionamento.

Grazie a questa installazione di realtà aumentata il visitatore mantiene il contatto con lo statore reale, gigante ed impressionante, ma può al tempo stesso immaginarlo in movimento e capire qual fosse il meccanismo che gli permetteva di trasformare la forza travolgente dell’Adda in energia elettrica poi utilizzata per alimentare il sistema tranviario milanese.

Ecco dalle parole del Conservatore, Francesco Pietra, le doti divulgative dell’installazione messa a punto da Spazio Geco:

SCOPRI COME ABBIAMO REALIZZATO LA APP AUMENTATA IN 10 GIORNI!

2018-02-02T08:01:33+00:00