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Il museo vivo

L’obiettivo di Spazio Geco è quello di avvicinare i musei alla collettività e di facilitare, anche tramite l’impiego della tecnologia, la trasmissione della storia e dei valori che il patrimonio custodisce. Per questo abbiamo deciso di partecipare al bando “Playable Museum” indetto dal Museo Marino Marini di Firenze che invitava i partecipanti ad esprimere la propria visione del “museo del futuro”. Ecco la nostra idea.

Ogni museo racchiude connessioni, contatti, reti di memorie e di significati, incontri, scontri, dinamismi che collegano intrinsecamente spazi, patrimoni di ogni genere, ricordi e persone.
Quando queste potenzialità vengono espresse, il museo diventa una piattaforma dove intessere relazioni creando una memoria intersoggettiva critica e consapevole. L’interazione e l’esplorazione diventano così punti cruciali per la fruizione. Le istituzioni museali, entrano in connessione tra di loro dando vita ad un patrimonio collettivo, massimamente fruibile.
Plurale, esso ospiterà le diverse esperienze dei singoli e si aprirà nel frattempo alle realtà esterne. La relazione tra visitatori e beni valorizzati diventerà in futuro sempre più forte e la conoscenza acquisita verrà sperimentata, testata e applicata.

La parola chiave è interazione. Gli spettatori interagiscono con le collezioni, con il contenitore museale, con la memoria che esso preserva. Le opere diventano dinamiche e i visitatori possono ammirarle, interagirvi e manipolarle digitalmente. Grazie all’utilizzo della tecnologia una statua può mutare di posizione e può rispondere ai comandi e alle richieste del visitatore, ad esempio diverse ipotesi ricostruttive di uno stesso manufatto archeologico possono essere presentate al pubblico come alternative; i percorsi di visita possono essere costruiti come sistemi binari (diagrammi ad albero) dove il pubblico è chiamato a scegliere che strada seguire.

Il museo del futuro sarà un hyperlink che consentirà di esplorare contenuti in modo non lineare. Inoltre, tramite sistemi di gesture recognition, sensori 3D scan e videomapping, l’edificio potrà trasformarsi continuamente e agire sulla fisicità delle persone che vi entrano, creando realtà alternative e mondi possibili. Esso sarà luogo di interazione tra persone, generazioni, studiosi. Qui sarà possibile sperimentare connessioni, contrapposizioni e dinamiche umane, testarle alla prova della storia, creare legami.

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2018-04-18T10:38:22+00:00